49^ edizione del Premio Positano Premia la Danza Léonide Massine 11 Settembre 2021

Positano Premia la Danza – Léonide Massine – 49ª Edizione

EDIZIONE SPECIALE dedicata a CARLA FRACCI

Sabato 11 settembre 2021 ore 21

Sagrato della Chiesa di Santa Maria Assunta

Cerimonia di Premiazione e Concerto 

Carla a Positano di M.Capodanno.jpg

IL MONDO DI CARLA A POSITANO

con Beppe Menegatti, Luisa Spinatelli, Amedeo Amodio

Annamaria Morelli, Stéphane Fournial e Giuliana Gargiulo

Contributo speciale in video di

Lucinda Childs e Bob Wilson  

 

“Premio Luca Vespoli” a Clotilde Vayer   

Mostra fotografica a cura di Luciano Romano

“Carla, l’eterna fanciulla danzante” (cit. Montale)

Villa Romana, Cripta – 11-18 settembre 2021

Omaggio musicale dell’Ensemble I Solisti del Teatro di San Carlo

Positano (SA), 8 settembre – Il mondo di Carla Fracci a Positano. La capitale della danza torna come ogni anno a connettersi con le eccellenze globali dell’arte coreutica per una speciale edizione, la 49esima, di “Positano Premia la Danza – Léonide Massine”, sabato 11 settembre alle ore 21.

Sul sagrato della Chiesa di Santa Maria Assunta si celebrerà un palmarès speciale dedicato a Carla Fracci (1936-2021), un omaggio con la ‘regia’ del compagno di una vita, Beppe Menegatti. Tutto il premio quest’anno ruoterà infatti attorno alla figura dell’étoile, che con Positano aveva una relazione specialissima.

Carla Fracci è morta a Milano a 84 anni, il 27 maggio scorso, monumento nazionale, mito del balletto, una delle più grandi artiste della danza mondiale, che con Positano e il premio Massine ha sempre avuto un legame unico, vincendolo più volte e poi diventandone madrina. Quest’anno avrebbe dovuto ritirare il premio alla Carriera proprio al Massine. Non ce l’ha fatta.

Per questo il Comune di Positano e il comitato artistico denominato nel 2021 ‘per Carla’ e composto da Alfio Agostini (direttore di Ballet 2000), Valeria Crippa (Corriere della Sera), Laura Valente (Direttrice artistica Premio Léonide Massine ITALIA) e Roger Salas (El Pais), hanno deciso di dedicare a lei e al ‘suo mondo’ il Premio più antico della danza. 

A chi è stato suo partner, a chi le ha curato regie e coreografie originali, costumi e scenografie, ai grandi ‘artisti’ che hanno condiviso con lei una parte dei loro successi e percorsi professionali di eccellenza.

I Premi saranno assegnati al regista Beppe Menegatti, alla scenografa Luisa Spinatelli, al coreografo Amedeo Amodio, al danzatore e partner Stéphane Fournial, al fotografo Luciano Romano. E tra video e fotografie, veri e propri intarsi di una carriera leggendaria, ci saranno anche le parole di un’altra scenografa e costumista (già premio Positano nel 1995) Annamaria Morelli e dell’amica storica, la giornalista e scrittrice Giuliana Gargiulo, che ha dedicato a Fracci più pubblicazioni. 

Dichiarazione del Sindaco di Positano, Giuseppe Guida:

“Positano ha mantenuto la sua doppia promessa: realizzare anche quest’anno il premio Massine, il più antico del mondo, e dedicarlo doverosamente a Carla Fracci, mito assoluto del balletto, che della vita artistica e culturale positanese è stata una delle fondamentali ispiratrici. Da quando nel maggio scorso ci giunse la triste notizia della sua scomparsa il nostro pensiero è stato quello di realizzare un omaggio autentico, sobrio e prezioso, frutto del lavoro e dell’impegno del comitato artistico e dello spessore dei protagonisti di questa edizione. Aggiungo con orgoglio che quest’anno il premio Luca Vespoli verrà consegnato ad una artista internazionale di alto valore Clotilde Vayer, neo direttrice del Corpo di ballo del Teatro San Carlo. Dopo un’estate ricca di soddisfazioni e grandi successi, e giunta l’ora del riscatto, per ritornare sui passi già fatti, per ripeterli come avviene per la danza, per ritornare a sentirsi liberi di vivere, per ritornare nuovamente ad esprimersi attraverso l’arte più antica del mondo!!! Siamo certi che il 2022 sarà l’anno della definitiva ripresa, l’anno del cinquantenario del Premio Danza Léonide Massine, che consacrerà ancor di più la città di Positano come capitale internazionale dell’arte della danza”.

PERGAMENA PREMIO 

Per gentile concessione del Museo e Archivio Storico della Fondazione Teatro di San Carlo, dal 2017 il simbolo della manifestazione è anche quest’anno un bozzetto di scena di Paolo Ricci realizzato per il balletto PETRUSHKA, riprodotto in carta pergamenata. La pittura del poliedrico artista attivo a Napoli, autore di molti lavori per il teatro, incontrò uno dei titoli più significativi della stagione dei Ballets Russes già coreografato da Massine e di cui Nureyev fu tra gli interpreti ideali. 

MOSTRA 

A Carla, legatissima a Positano e al Premio Massine, sarà dedicata una mostra fotografica curata da Luciano Romano ed ospitata nella Cripta della Villa Romana (11-18 settembre) dal titolo “Carla, eterna fanciulla danzante” (cit. Eugenio Montale).

Contributo speciale in video di Lucinda Childs e Bob Wilson. 

Sarà proposto un contributo speciale in video di due leggende delle performing arts, la coreografa e danzatrice Lucinda Childs e il regista Bob Wilson.

PREMIO VESPOLI a Clotilde Vayer

Il Premio Luca Vespoli è assegnato a Clotilde Vayer, neodirettrice del Balletto del San Carlo. 

Il giovane danzatore positanese Daniele Di Donato, Premio Massine nel 2018 come ‘giovane promessa’, ritorna al premio “per raccontare” i traguardi raggiunti negli ultimi tre ultimi tre anni.

 

Continua il gemellaggio tra Il Premio Positano e il Prix Benois de la dance del Bolshoi di MOSCA, con la direzione artistica di Nina Loory che negli anni ha premiato artisti che si sono esibiti in entrambe le rassegne.

CONCERTO 

Dopo le premiazioni, in chiusura di serata, Omaggio Musicale dell’Ensemble I Solisti del Teatro di San Carlo, che eseguiranno musiche da film, con un programma ‘idealmente dedicato a Carla’ che vedrà esibirsi Daniele Baione (primo violino), Erika Imola Gyarfas (secondo Violino), Angelo Iollo (Viola), Silvano Maria Fusco (Violoncello), Pasquale Maddaluno (Contrabasso), Gianpiero Pannone (Flauto) Francesco Parisi (Oboe), Stefano Bartoli (Clarinetto). In programma musiche che hanno fatto la storia del nostro immaginario: Amarcord  (Nino Rota), La dolce vita (Nino Rota), La passerella di 8 e ½ (Nino Rota), Buongiorno principessa (Nicola Piovani), Deborah’s theme (Ennio Morricone – C’era una volta in America), Gabriel’s oboe (Ennio Morricone),  Godfather waltz (Nino Rota Valzer n. 2), Jazz suite “Eyes wide shut (Dmitrij Šostakovič), Il Postino (Luis Bacalov), Nuovo cinema Paradiso (Ennio Morricone), Oblivion – Enrico IV ( Astor Piazzolla),  Por una cabeza  – Scent of woman (Carlos Gardel), Poverty (Ennio Morricone- C’era una volta in America),  Schindler’s list (John Williams), La vita è bella (Nicola Piovani).

Un docu-corto e pubblicazione e-book saranno dedicati a Carla Fracci e al suo legame con il premio Léonide Massine, attingendo al prezioso archivio del comune di Positano, e non solo.  Il lavoro, a cura di Laura valente, sarà presentato entro dicembre 2021. 

BREVE STORIA DEL PREMIO  

Positano richiama i più grandi artisti della danza sin dagli anni ’20 del secolo scorso quando vi si stabilì un collaboratore di Diaghilev, seguito da Lifar, Bakst, Nijinsky, Stravinsky (oltre a personaggi del mondo artistico come Picasso e Cocteau). Léonide Massine, il ballerino/coreografo dei Ballets Russes, s’innamorò del luogo e Diaghilev gli donò le antistanti isole dette Li Galli. Per le sue strade hanno passeggiato personaggi come Serghei Diaghilev, Vaslav Nižinskij e Rudolf Nureyev che fece di Li Galli un’amata residenza. Il 2 agosto 1969 nasce il Premio Positano. Dieci anni dopo la prima edizione, alla morte di Léonide Massine, il premio, oggi alla vigilia del mezzo secolo di vita, venne intitolato alla sua memoria. La manifestazione ha premiato negli anni (impossibile citarli tutti) celebri artisti, da Margot Fonteyn a Nureyev, da Maurice Béjart a Ekaterina Maximova, Carla Fracci, Luciana Savignano, Elisabetta Terabust, Alessandra Ferri, Roberto Bolle, Mikhail Baryshnikov, Alicia Alonso, Lutz Förster, Vladimir Vassiliev (nella foto con Carla Fracci). Nel 2019 il Premio alla Carriera è andato a Nacho Duato, danzatrice dell’anno Svetlana Zakharova mentre nel 2020 a Viengsay Valdés e Anthony Dowell.

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Carla Fracci

di Alfio Agostini

27 maggio 2021… percossa, attonita la terra al nunzio sta.

Il lettore mi concederà la citazione spropositata. Alla notizia inattesa della sua scomparsa, colpiti e sbalorditi siamo rimasti tutti, in Italia, e non solo nella cerchia della danza. Aveva quasi 85 anni, tutti lo sapevano e nessuno ci pensava. Eppure sentivamo impossibile che potesse mancare; quasi tutti eravamo nati al balletto con lei, era stata la nostra prima “ballerina”, l’avevamo seguita per decenni, tutti, dalla più ingenua ed adorante allieva di danza classica al critico meno compiacente (e parlo per me, che m’impuntai da giovane a cercare le ombre della sua onnipresenza così assoluta ed esclusiva nella danza italiana, per poi finire con l’ammirare anch’io incondizionatamente la grande artista e la sua personalità sobria e impenetrabile, al di là del sorriso soave da madonna del Rinascimento lombardo (“The Madonna of the Ballet”, titolò tanti anni fa il settimanale americano Time).

Una necrologia che riassumesse qui la sua carriera smisurata sarebbe un esercizio senza senso, dopo che la carta stampata e il web l’hanno fatto due mesi fa e dopo quarant’anni lungo i quali questa stessa rivista, nata quando lei era già all’apogeo della carriera, ne ha scritto con continuità. 

Ci limitiamo dunque a queste poche righe e a poche immagini, certi che il lettore sappia già di lei l’essenziale.

Ma per ricordare ai nostri lettori non italiani che Carla Fracci non è stata un fenomeno solo italiano, vorrei raccontare un momento che m’impressionò, al Metropolitan Opera di New York nella serata di gala del 50° anniversario dell’American Ballet Theatre, nel gennaio del 1990. Sfilavano tutte le stelle più amate dai fans della compagnia nella sua storia, da Alicia Alonso a Mikhail Baryshnikov; ciascuno appariva in un filmato storico proiettato sul fondo della scena e poi danzava dal vivo in un breve brano del repertorio dell’ABT. Molti applausi per tutti. Ma quando sullo schermo apparve Carla Fracci in Giselle con Erik Bruhn, scoppiò un’ovazione incontenibile ed emozionante che durò a lungo, con tutto il pubblico del Met in piedi.

Giselle, certo, il suo ruolo identificativo. Beppe Menegatti, suo Pigmalione e marito, dice che Carla lo ha danzato 1000 volte in tutto il mondo. Il numero può sembrare eccessivo, ma è un numero da mito.

Eppure, se mi è permesso ancora un pensiero personale, dirò che il momento magico di Carla Fracci nella mia memoria di spettatore è un altro: quello della finestra che si apre nel primo atto della Sylphide, rivelando lei, immobile, in posa più-che-perfetta, semplice e sublime; una visione, l’altrove che si manifesta sulla terra, un sorriso e un brivido che avvolgeva il teatro. 

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Ufficio stampa – Studio Francesca De Lucia – 0810322209

I PROTAGONISTI 2021

Beppe Menegatti 

Beppe Menegatti, all’anagrafe Giuseppe Menegatti, è nato a Firenze il 6 settembre 1929. Giovanissimo, segue gli spettacoli del Maggio Musicale Fiorentino. L’Accademia Nazionale Silvio D’Amico a Roma gli riconosce la borsa di studio. A metà degli anni Cinquanta viene chiamato da Luchino Visconti come assistente alla regia. Dalla metà degli anni ’50 ha avviato il suo percorso di assistente alla regia, oltre che per il grande Luchino Visconti, con nomi del calibro di Eduardo De Filippo e Vittorio De Sica. Nel corso della sua carriera, ha curato numerose opere, balletti e pièce teatrali di autori come Samuel Beckett e Isac Babel, non rinunciando ad instaurare con Carla Fracci ballerina e compagna di una vita un sodalizio unico nel mondo della danza. Profondo conoscitore dei meccanismi teatrali, Menegatti ha affiancato alle numerose regie operistiche per i grandi teatri, la creazione di drammi di celebri eroine che hanno trovato in Carla Fracci la protagonista ideale e indimenticabile sul palcoscenico. 

 

Amedeo Amodio 

Allievo della scuola di ballo del Teatro alla Scala di Milano e poi danzatore del Balletto scaligero, i suoi interessi lo portano, all’età di 22 anni, a iniziare la carriera di coreografo e ballerino da libero professionista e più tardi ad assumere la direzione artistica di Aterballetto, prima compagnia stabile di danza al di fuori di un ente lirico. Ad Amodio sono affidate le sorti dell’ensemble, ballerini interpreti raffinati di un repertorio vasto che porta la firma di grandi coreografi del ‘900, quali George Balanchine, Roland Petit, Antony Tudor, Léonide Massine, August Bournonville, Kenneth McMillan, Alvin Ailey, Glen Tetley, William Forsythe, Hans van Manen, Maurice Béjart, Micha van Hoecke, Jiří Kylian, Roland Petit, José Limón. Per Aterballetto Amodio firma molte creazioni, alcune delle quali hanno visto la partecipazione di grandi interpreti come Elisabetta Terabust, Alessandra Ferri, Vladimir Derevjanko, Julio Bocca, Roberto Bolle, George Iancu, Alessandro Molin, Massimo Murru, Viviana Durante, Igor Yebra. Nel 1997 è alla direzione del Corpo di Ballo dell’Opera di Roma e nel 2003 del Teatro Massimo di Palermo. Coreografo ospite in molte Compagnie di balletto degli Enti Lirici in Italia e di Compagnie negli Stati Uniti nell’aprile 2015 riceve il “Premio alla carriera” nella giornata Internazionale della danza. 

Luisa Spinatelli 

Diplomata in scenografia con Tito Varisco all’Accademia di Belle Arti di Brera dove insegna “Metodologia della progettazione per lo spettacolo”. Il suo debutto teatrale è al Teatro alla Scala di Milano nel 1965 con il balletto ” Francesca da Rimini. Come assistente di Ezio Frigerio ha avuto l’opportunità di incontrare Giorgio Strehler con il quale ha avuto la fortuna di collaborare e di acquisire quel modo di “fare teatro ” che l’ha accompagnata per tutto il suo percorso di lavoro.  Esercita la sua attività professionale dedicandosi alternativamente alla prosa, alla lirica e al balletto. Ha lavorato in Italia e all’ estero con registi e coreografi che l’hanno coinvolta in spettacoli molto importanti superando la cifra di trecento titoli. Il suo segno artistico l’ha fatta trionfare su tutti i palcoscenici del mondo permettendole di collaborare per una vita al fianco anche della Fracci

 

Lucinda Childs

Danzatrice e coreografa, Lucinda Childs ha segnato la storia della danza contemporanea. È stata la prima a introdurre i concetti di minimalismo e di ripetizione. Nel corso della sua carriera ha creato coreografie per grandi compagnie di danza, e negli ultimi anni ha coreografato e messo in scena varie opere del repertorio classico e contemporaneo, dando nuovo slancio al suo lavoro. Segna il suo percorso la collaborazione con il regista teatrale Robert Wilson e il compositore Philip Glass per la realizzazione dell’opera Einstein on the Beach, diventata oggi una pietra miliare del repertorio. Nel 1976 collabora con loro all’opera Einstein on the Beach nel ruolo di principale performer e coreografa, spettacolo per cui riceve il premio Village Voice Obie. Nel successivo revival del 1984, la Childs coreografa i due interludi dell’opera, intitolati Field Dances. La Childs compare nei maggiori lavori di Wilson, fra cui: Maladie de la Mort di Marguerite Duras, I Was Sitting on my Patio This Guy Appeared I Thought I Was Hallucinating dello stesso Wilson, Quartett di Heiner Müller, White Raven di Wilson e Glass, Adam’s Lament di Arvo Pärt. Ha, inoltre, collaborato con Robert Wilson e Mikhail Baryshnikov per Letter to a Man. Nel 1979 riceve la Guggenheim Fellowship per Dance, spettacolo con le musiche di Philip Glass e il film-scenografia di Sol LeWitt. 

Clotilde Vayer, premio Luca Vespoli 

Classe 1961, si forma alla Scuola di Ballo dell’Opéra di Parigi e nel 1976, a soli 15 anni e con un permesso speciale del Ministero della Cultura, entra a far parte del Corpo di Ballo dello stesso Teatro. Nel 1977 vince la medaglia d’oro al prestigioso concorso internazionale di danza a Varna, in Bulgaria. Nel 1986 sempre all Opéra, diviene prima ballerina. Il suo talento eccezionale l’ha portata a lavorare con Rudolf Nureyev, Gilbert Meyer, Ghislaine Thesmar, Yvette Chauviré, Zizi Jeanmaire, Max Bozzoni, Serge Lifar, Patricia Ruanne, Patrice Bart e Genia Polyakov. Come solista, i titoli con cui è spesso stata identificata includono: Das Lied von der Erde di MacMillan, Manon di Nijinsky e La sagra della primavera di Béjart, Il cappello a tre punte di Massine, Il lago dei cigni, La Bayadere e La bella addormentata di Nureyev. Durante i suoi anni nella Compagnia di Balletto dell’Opéra ha interpretato ruoli da protagonista in coreografie di Lifar, Lacotte, Tudor, Balanchine, Pina Bausch, Neumeier, Mats Ek, Forsyth, Cunningham, Limon, Kylian, Petit e molti altri. Dal 1984 al 1989 è stata membro dell’esclusivo gruppo Nureyev and friends. Nel 2014 il direttore del Balletto dell’Opéra Benjamin Millepied la nomina maître de ballet e assistente alla Direzione, incarico che mantiene anche sotto la direzione di Aurélie Dupont. È stata insignita del titolo di Chevalier de l’Ordre du Mérite dalla Repubblica francese.

Robert Wilson 

Definito dal The New York Times come l’artista più visionario al mondo, è un avanguardistico direttore teatrale, regista e drammaturgo americano. Nell’arco della sua articolata carriera, lavora anche come coreografo, performer, pittore, scultore, video artist e sound/lighting designer. A partire dagli anni Sessanta, le produzioni di Wilson hanno radicalmente sconvolto in forma ed estetica il mondo del teatro e dell’opera lirica fino a quel momento noto. Il suo caratteristico modo di utilizzare la luce, la continua ricerca sul movimento, il rigore classico del design scenico e degli allestimenti scelti, articolano, alimentano e rendono facilmente identificabile la forza e l’originalità della visione di Robert Wilson. Producendo capolavori a cavallo tra le arti, Wilson intraprende legami e collaborazioni con i più autorevoli artisti, scrittori, e musicisti internazionali, continuando ad affascinare giorno dopo giorno il pubblico di tutto il mondo. La collaborazione con Lucinda Childs dura da oltre quarant’anni.

Luciano Romano 

Gli scatti di Luciano Romano dedicati a Carla Fracci sono un unicum. “Ho imparato a fotografare i ballerini guardando Carla danzare”. Molto dopo sarebbero arrivati gli scatti dedicati a Roberto Bolle e gli altri dedicati alle leggende sulle punte. I lavori di Luciano Romano, dalla Scala al San Carlo e Opera di Roma, sono conservati in numerose raccolte pubbliche e private, che si aggiungono alle collezioni di fotografia del MAXXI a Roma o la Robert Rauschenberg Foundation a New York, tra le tante. Ha ottenuto il premio Atlante Italiano 003 conferito dal Ministero dei Beni Culturali in collaborazione con la Triennale di Milano e la nomination al Prix BMW-Paris Photo (Parigi, Carrousel du Louvre, 2007). Ha esposto alla X Biennale Architettura di Venezia, al Museo MADRE di Napoli e al MAXXI di Roma. Nove suoi grandi ritratti in bianco e nero fanno parte dell’nstallazione permanente di Shirin Neshat alla Stazione Toledo della Metropolitana di Napoli. 

 

Stéphane Fournial 

Francese, classe 1961, con un Diploma di Stato per l’Insegnamento della Danza Classica, Fournial per molti degli ultimi anni ha lavorato come produttore e manager. Ricca e variegata la sua carriera come danzatore. Fournial ha ballato nel Ballet de Marseille di Roland Petit, all’Opéra du Nord in Francia, con il Tokyo Ballet e con il Badischestaatheater Karlsruhe. Come guest artist si è esibito in moltissimi teatri in tutto il mondo. Tra i principali: il Theater Munchen, Stuttgart Ballet, Teatro di Varsavia, Scottish Ballet e Mariinsky di San Pietroburgo. In Italia ha danzato al Teatro dell’Opera di Roma, Teatro alla Scala di Milano, Teatro La Fenice e all’Arena di Verona e al Teatro San Carlo di Napoli, città dove oggi risiede essendo attualmente il direttore della Scuola di Ballo del Massimo partenopeo.

Ha danzato come partner di Claude de Vulpian e Carole Arbo dell’Opéra di Parigi), Irena Pasaric (Zagabria), Margaret Illmann (Berlino) e Sofiane Sylve (San Francisco Ballet). Tra le tante produzioni ballate con Carla Fracci ricordiamo “Filumena Marturano”, con le musiche di Nino Rota composte originariamente per la riduzione cinematografica del 1951, la regia di Beppe Menegatti e la coreografia di Luc Bouy. 

48^ edizione del Premio Positano Premia la Danza Léonide Massine 5 Settembre 2020

Comunicato stampa

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Positano Premia la Danza – Léonide Massine 48ª Edizione

Sabato 5 settembre (ore 20)

Sagrato della Chiesa di Santa Maria Assunta

PRIX BENOIS-MASSINE al ‘divino’ Anthony Dowell

Omaggio ad Alicia Alonso, premiata la sua erede Viengsay Valdés

Una produzione digitale connetterà gli artisti premiati da tutto il mondo con Positano

 Giancarlo Giannini (Premio Vespoli) evocherà i miti della danza
Con Marco Zurzolo (Premio Colonna Sonora “In punta di Piedi”) in uno speciale duetto  

Positano (SA), 4 settembre  – La capitale della danza si connette con il mondo in una  speciale edizione, la 48esima,  di “Positano Premia la Danza – Lèonide Massine”, sabato 5 settembre alle ore 20. Sul sagrato della Chiesa di Santa Maria Assunta eventi  live e digitali celebreranno un  palmarès 2020 particolarmente prestigioso con speciali riconoscimenti  a Anthony Dowell, il ‘danseuer noble’ del balletto britannico e Viengsay Valdeserede artistica di Alicia Alonso.

Due le performance live previste. Giancarlo Giannini, Premio Vespoli, omaggerà i miti dell’arte coreutica che hanno amato la divina costiera; il sassofonista Marco Zurzolo, riceverà il Premio Musica per la colonna sonora del film tv di Rai 1 “In Punta di piedi” di Alessandro D’Alatri, interpretandola dal vivo.

In un anno in cui per effetto della pandemia si è dovuto rinunciare al tradizionale gala sulla spiaggia grande che guarda all’isola de Li Galli, luogo del cuore di Massine e Nureyev,  i riconoscimenti più antichi  della danza internazionale sono stati regolarmente assegnati. Un segnale di ‘resistenza’ da parte di tutta l’equipe di “Positano premia la Danza”, che dà continuità ad un albo d’oro unico. Il Comune di Positano ha potuto infatti contare sulla disponibilità della prestigiosa giuria del premio composta dal coordinatore Alfio Agostini (direttore di Ballet2000), Valeria Crippa (Corriere della Sera), Brigitte Lefevre (direttore Festival de Cannes), Nina Loory e Laura Valente (Prix Benois de la dance del Bolshoj MOSCA/Massine ITALIA), Roger Salas (El Pais).   

Ogni premiato ha realizzato un messaggio video di ringraziamento che sarà trasmesso con una clip dedicata: contributi emozionanti e dall’alto valore artistico che come un abbraccio virtuale, da New York a Mosca, da Cuba a Londra,  giungeranno a Positano nella serata del 5 settembre. Sarà possibile infatti  seguire il premio in diretta sui canali social del premio, dove si alterneranno la diretta live dal sagrato e i contributi video.

“Questa è un’edizione particolare del Premio Massine: abbiamo sentito il dovere di non interrompere la storia del riconoscimento più antico e prestigioso del mondo della danza e di confermare un appuntamento con l’arte e con le emozioni, da vivere con gioia e sicurezza. Il Palmarès dei premiati è di livello altissimo, i loro messaggi  ci hanno  commosso e incoraggiato. Ringrazio la giuria, i grandi artisti che saranno con noi e tutti coloro che hanno lavorato per rendere possibile questo evento prezioso, un abbraccio virtuale del mondo a Positano, con l’augurio di tornare presto a celebrare le  stelle della danza sulla spiaggia grande, come accade da quasi mezzo secolo”.

Michele De Lucia, Sindaco di Positano

“Palmarès” Positano Premia la Danza 2020  – 5 settembre

 

PRIX BENOIS-MASSINE  a Anthony Dowell

Danseur noble per eccellenza, senza dubbio il più grande danzatore classico inglese della sua generazione, è stato poi direttore artistico del Royal Ballet di Londra per 15 anni fino al 2001. A questa figura di primo piano nel balletto britannico e mondiale, va quest’anno il premio nato dal gemellaggio tra il Prix Benois de la Danse di Mosca e il Premio Massine di Positano. È noto al grande pubblico anche per aver interpretato il ruolo di Nijinsky nel film Valentino di Ken Russell.

 

Premio Positano ai danzatori dell’anno sulla scena internazionale:

Viengsay Valdésdanzatrice principale e Direttrice del Balletto Nazionale di Cuba. Ballerina di alta scuola accademica, di tecnica virtuosistica e intensa presenza scenica, interprete di tutti i grandi ruoli del repertorio a Cuba e nel mondo, da tempo era affiancata alla grande Alicia Alonso nella direzione del BNC e dal 2019 ha assunto la carica di direttrice artistica. Il Premio che Viengsay Valdés riceve quest’anno a Positano vuol essere anche un omaggio alla Memoria di ALICIA ALONSO, leggenda del balletto mondiale fino alla sua scomparsa nell’ottobre dello scorso anno, all’età di 99 anni. Ha ricevuto di persona il Premio Positano nel 2012.

 

Alyona Kovalyova

Nata a San Pietroburgo, si è formata all’illustre Accademia Vaganova, ma è passata poi al Balletto del Teatro Bolshoi di Mosca, dove si è imposta in una serie crescente di ruoli culminata in quello da protagonista del Lago dei Cigni dal 2017.

 

Marcelino Sambé

Portoghese, ha studiato al Conservatorio di Lisbona e alla Royal Ballet School di Londra. Oggi Principal dancer del Royal Ballet, è divenuto popolare anche per il suo impegno umanitario e sociale.

 

Oleg Ivenko 

Questo giovane danzatore russo di origine ucraina, formatosi in Bielorussia e oggi primo ballerino dell’Opera di Kazan, si è messo in luce in diversi concorsi, ma ha acquisito una notorietà internazionale dal 2018, come interprete del ruolo di Rudolf Nureyev nel film White Crow di Ralph Fiennes.

 

Valentine Colasante 

Formatasi alla scuola francese, è l’unica italiana attualmente col titolo di étoile dell’Opéra di Parigi dove ha già interpretato i maggiori ruoli del repertorio classico e moderno.

 

Alejandro Virelles

Cubano, formatosi nel Balletto Nazionale di Cuba, è oggi primo ballerino della compagnia dello Staatsoper di Berlino.

 

Roger Cuadrado

Spagnolo di Barcellona, solista del Balletto Nazionale Ceco a Praga, si è fatto notare recentemente in un programma di coreografie di repertorio internazionale ma qui ispirate…all’uso della mascherina.

 

Giacomo Castellana

Nato a Palermo, diplomato alla scuola del Teatro Bolshoi di Mosca, è oggi solista di spicco del Balletto dell’Opera di Roma, dove si è messo in luce nei ruoli principali dei titoli delle scorse stagioni.

 

Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko 

Classe 1991, Nicoletta Manni è  oggi una professionista tra le più affermate su scala internazionale. Nata a Galatina, provincia di Lecce, a 12 anni è stata ammessa alla scuola di ballo dell’Accademia Teatro alla Scala di Milanodove diventa prima ballerina a soli 22 anni. Timofej Andrijashenko, lettone, classe 1994,  dopo aver iniziato a studiare danza all’età di 9 anni presso l’Accademia Nazionale Statale di Riga. Andrijashenko, vincitore di numerosi concorsi internazionali, nonché Medaglia d’oro al concorso più importante del mondo, quello del Bolshoi di Mosca, è Primo Ballerino al Teatro Alla Scala.

 

Martina Arduino

Torinese, formatasi all’Accademia del Teatro alla Scala di Milano, è oggi prima ballerina della compagnia milanese, dove è stata notata da pubblico e critica nei ruoli maggiori delle produzioni di questi anni.

 

Artemiy Belyakov 

Diplomato all’Accademia di Balletto del Teatro Bolshoi di Mosca, è entrato a far parte della prestigiosa compagnia dove si è presto imposto come uno dei più brillanti giovani della troupe. Oggi ne è primo ballerino, segnalato come una delle grandi promesse del balletto russo attuale.

Julie Guibert

Francese, ha studiato danza classica ma ha trovato la sua vocazione nella danza moderna e contemporanea, facendo parte tra l’altro del Cullberg Ballet di Stoccolma e del Balletto dell’Opéra di Lione. Si è affermata come interprete di Mats Ek, William Forsythe, Russell Maliphant, Maguy Marin… Da quest’anno è direttrice artistica del Ballet de l’Opéra de Lyon.

Premio speciale Positano alla creazione originale:  VIVIANESQUE di Gennaro Cimmino

Produzione  di KORPER per lo  speciale omaggio del coreografo Gennaro Cimmino a Raffaele Viviani,  a settant’anni dalla scomparsa del grande drammaturgo.  Partendo da un inedito accostamento, mai sperimentato prima sull’opera di Viviani,  in Vivianesque convivono  tutti i linguaggi della scena contemporanea: teatro, musica e soprattutto la danza. Il tutto facendo convivere in maniera folgorante tradizione e modernità.

Premio Speciale Positano Musica al sassofonista  e autore Marco Zurzolo per la colonna sonora del film – tv di Rai 1 “In Punta di piedi” di Alessandro D’Alatri (Rai Fiction-Casanova).

Premio “Luca Vespoli” a Giancarlo Giannini

Per gentile concessione del Museo e Archivio Storico della Fondazione Teatro di San Carlo dal 2017, il simbolo della manifestazione è anche quest’anno un bozzetto di scena di Paolo Ricci realizzato per il balletto PETRUSHKA, riprodotto in carta pergamenata. La pittura del poliedrico artista attivo a Napoli, autore di molti lavori per il teatro, incontrò uno dei titoli più significativi della stagione dei Ballets Russes già coreografato da Massine e di cui Nureyev fu tra gli interpreti ideali. 

BREVE STORIA DEL PREMIO  – Positano richiama i più grandi artisti della danza sin dagli anni ’20 del secolo scorso quando vi si stabilì un collaboratore di Diaghilev, seguito da Lifar, Bakst, Nijinsky, Stravinsky (oltre a personaggi del mondo artistico come Picasso e Cocteau). Léonide Massine, il ballerino/coreografo dei Ballets Russes, s’innamorò del luogo e Diaghilev gli donò le antistanti isole dette Li Galli. Per le sue strade hanno passeggiato personaggi come Serghei Diaghilev, Vaslav Nižinskij e Rudolf Nureyev che fece di Li Galli un’amata residenza. Il 2 agosto 1969 nasce il Premio Positano. Dieci anni dopo la prima edizione, alla morte di Léonide Massine, il premio venne intitolato alla sua memoria. La manifestazione ha premiato negli anni (impossibile citarli tutti) celebri artisti, da Margot Fonteyn a Nureyev, da Maurice Béjart a Ekaterina Maximova, Carla Fracci, Luciana Savignano, Elisabetta Terabust, Alessandra Ferri, Roberto Bolle, Mikhail Baryshnikov, Alicia Alonso, Lutz Förster, Vladimir Vassiliev. Nel 2019 il Premio alla Carriera  è andato a Nacho Duato, danzatrice dell’anno Svetlana Zakharova.

Si ringrazia lo sponsor tecnico di questa edizione 2020, Foto Ema s.a.s

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THE WHITE CROW film still

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2_Viengsay Valdés

 

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Anthony Dowell ruolo di Nijinsky nel film Valentino di Ken Russell

 

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Marcelino Sambé

 

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Michele De Lucia, Alfio Agostini, Alicia Alonso e Pedro Simón Martínez -Foto Vito Fusco

 

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Foto Marco Zurzolo

47^ edizione del Premio Positano Premia la Danza Léonide Massine 7 Settembre 2019

Comunicato stampa

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Nacho Duato e Svetlana Zakharova stelle di Positano

Positano Premia la Danza – Léonide Massine 47ª Edizione
Sabato 7 settembre (ore 21) Gala sulla Spiaggia Grande

Premio alla Carriera – Nacho Duato
La danzatrice dell’anno è Svetlana Zakharova
(Teatro Bol’šoj/Mosca, Teatro alla Scala/Milano)
Premio per l’insegnamento – Gilbert Raymond Mayer
Artisti da Russia, Cuba, Israele, Svizzera, Australia, Inghilterra
Spagna, Francia, Kirghizistan, Ucraina, Italia
Premio Benois/Massine Mosca/Positano
a Vadim Muntagirov (Royal Ballet)
A Paolo Giulierini, direttore del MANN,
il riconoscimento “Luca Vespoli”

Positano (SA), 3 settembre – Nacho Duato e Svetlana Zakharova, due grandi stelle della danza internazionale saranno protagonisti sabato 7 settembre di una straordinaria 47esima edizione di “Positano Premia la Danza – Lèonide Massine”, da cinque anni sotto la direzione di Laura Valente.

“Positano Premia la danza – Léonide Massine” è un progetto organizzato dal Comune di Positano, co-finanziato dalla Regione Campania, con i fondi a valere sul “Programma Operativo Complementare” (POC) Campania 2014-2020.

Positano, riferimento mondiale dell’arte coreografica per il suo legame storico con Massine e Nureyev, ospiterà sulla Spiaggia Grande, tradizionale scenario del Gala, e presso la Villa Romana, due giornate di eventi (6 e 7 settembre) dedicate alla grande danza con un omaggio a Pina Bausch nel decennale della scomparsa, curato da Leonetta Bentivoglio, che della grande coreografa tedesca è stata amica e biografa.

Il Premio alla Carriera è stato attribuito a Nacho Duato. Ballerino e coreografo spagnolo cresciuto con Béjart e Jiri Kylián, nel 1987 ha ricevuto il Premio d’Oro della Danza. Attualmente è direttore artistico del Mikhailovsky Ballet di San Pietroburgo. Le sue coreografie fanno parte del repertorio di numerose compagnie internazionali.

La danzatrice dell’anno è la ‘diva’ Svetlana Zakharova, acclamata interprete sui palcoscenici più prestigiosi del mondo. “Se Dio avesse pensato alla danza, avrebbe creato Svetlana Zakharova”. Così il divino Mikhail Baryshnikov, rende l’idea del talento di questa grandissima ballerina, stella mondiale delle due punte, étoile del balletto del Teatro alla Scala e del Balletto del Teatro Bol’šoj di Mosca.

Premio per l’alta formazione della danza a Gilbert Raymond Mayer, che della “scuola francese” è indiscusso faro. Un metodo preciso – tramandato dai grandi maestri come lui – che ancora oggi riesce a coniugare virtuosismi e raffinatezza.

“Positano Premia la Danza – Léonide Massine”, il più antico premio al mondo dedicato all’arte coreutica, è capofila di una rete di sistema che riunisce i maggiori riconoscimenti mondiali dedicati al balletto come il Prix Benois di Mosca con il quale il Premio Massine è gemellato, e il Prix BALLET2000 del Palais des Festivals di Cannes, Francia. Frutto del gemellaggio tra Italia e Russia è il Premio Benois/Massine che quest’anno è stato assegnato a Vadim Muntagirov (Royal Ballet).

Positano Danzarcheologia – Si conferma anche quest’anno il legame del prestigioso premio con l’archeologia e con la valorizzazione dello splendido sito della Villa Romana e quindi del MAR – Museo Archeologico Romano Santa Maria Assunta.
Sepolta dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. (e rimasta sconosciuta fino a pochi anni fa) la Villa Romana di Positano custodisce reperti archeologici al valore inestimabile, come un ciclo di affreschi del I secolo d.C. La Villa si colloca al di sotto della chiesa di Santa Maria Assunta. A dieci metri di profondità, sulle pareti è possibile ammirare i restaurati affreschi: ippocampi, colonne dorate, grifoni e un pegaso alato. Considerata la più grande scoperta archeologica avvenuta in Costiera negli ultimi decenni, la grande stanza affrescata fu sepolta dalla pioggia di cenere e detriti dell’eruzione del vulcano partenopeo che rase al suolo Pompei ed Ercolano. È stato realizzato un percorso con passerelle e un impianto di illuminazione, accessibile anche ai disabili motori.

Si rinnova anche la collaborazione con il Teatro di San Carlo di Napoli, che vanta la prima scuola di ballo di un teatro d’opera italiano, fondata nel 1812: per gentile concessione del Museo e Archivio Storico della Fondazione Teatro di San Carlo, dal 2017 il simbolo della manifestazione è anche quest’anno un bozzetto di scena di Paolo Ricci realizzato per il balletto PETRUSHKA, riprodotto in carta pergamenata. La pittura del poliedrico artista attivo a Napoli, autore di molti lavori per il teatro, incontrò uno dei titoli più significativi della stagione dei Ballets Russes, e più in generale della danza e della musica contemporanee, già coreografato da Massine e di cui Nureyev fu tra gli interpreti ideali.

I PREMIATI DELLA 47ª EDIZIONE

Nacho Duato – Nacho Duato (Valencia, 8 gennaio 1957), è un danzatore e coreografo spagnolo. Dopo una lunga carriera, è stato scelto dal Ministero della Cultura e dell’Educazione spagnolo quale direttore della Compañía Nacional de Danza de España nel 1990. Ha studiato alla Rambert School di Londra e quindi con Maurice Béjart alla Mudra School di Bruxelles per poi passare all’Alvin Ailey American Dance Theater di New York. Ha iniziato la sua attività professionale al Cullberg Ballet di Stoccolma e dopo un anno è passato al Nederlands Dans Theater, sotto la guida del direttore artistico Jiří Kilián, dove è rimasto per dieci anni. Ha realizzato la coreografia del balletto “Jardí Tancat” (Giardino chiuso) nel 1983, su musiche di Maria del Mar Bonet, primo premio all’Internationaler Choreographischer Wettbewerb di Colonia. Nel 1988 è stato nominato coreografo stabile al Nederlands Dans Theater assieme a Hans van Manen e Jiří Kilián. Sue coreografie sono state inserite in molte prestigiose compagnie internazionali quali Cullberg Ballet e Nederlands Dans Theater, American Ballet Theatre, The Australian Ballet, Les Grands Ballets Canadiens, Stuttgart Ballet, Ballet Gulbenkian, San Francisco Ballet, Royal Ballet e Balletto dell’Opéra di Parigi.

Svetlana Zakharova – Nata a Lutsk in Ucraina, formatasi all’Accademia Vaganova di San Pietroburgo, nel giugno 1996 Svetlana Zakharova si è diplomata danzando il “Čajkovskij pas de deux” di Balanchine ed è subito entrata a far parte del Balletto del Teatro Mariinskij-Kirov. Un anno dopo è stata nominata Prima Ballerina. Con il Balletto del Teatro Mariinskij-Kirov ha preso parte a varie tournée e, dal 1999, è stata invitata come guest artist dalle maggiori compagnie di balletto del mondo, quali New York City Ballet, American Ballet Theatre, Balletto dell’Opéra di Parigi, Corpo di Ballo del Teatro alla Scala, English National Ballet e New National Theatre Ballet a Tokyo. Nel 2004 ha debuttato accanto a Roberto Bolle al Teatro San Carlo di Napoli nell’allestimento di “La bayadère” di Derek Deane (nel ruolo di Nikiya). Dall’ottobre 2003 ha iniziato a danzare come étoile con il Balletto del Bol’šoj di Mosca. Alla Scala il debutto con “Il lago dei cigni”, che ha inaugurato la stagione 2007-2008. Ha ottenuto numerosi premi: “Golden Sophit” di San Pietroburgo nel 1998; due volte “Zolotaja Maska” (Maschera d’Oro), il più importante premio teatrale russo; “Liudi našego goroda” (Gente della nostra città), premio speciale conferito dalla città di San Pietroburgo nella categoria balletto (2001); premio “Danza&Danza” (2002); “Benois de la danse” (2005). Il 6 giugno 2005 è stata eletta Artista Emerita della Russia.

Gilbert Raymond Mayer – Primo ballerino e professore all’opera di Parigi. Nato a Ginevra, dove ha iniziato a ballare, Gilbert Mayer ha trascorso tutta la sua carriera all’Opéra di Parigi. “Maestro” al Royal Ballet e alla Royal Academy of the Dance di Londra, nonché in diverse importanti compagnie, è responsabile di “Culturesfrance” (Ministero degli Affari Esteri) per la promozione della danza classica nel mondo.
Personaggio eclettico e di assoluta autorevolezza, Meyer è membro della giuria delle principali competizioni internazionali, coreografo, direttore artistico, storico e teorico della danza, autore di dischi educativi, è stato anche produttore della televisione francese.

Vadim Muntagirov – Il ballerino russo Vadim Muntagirov è principal del Royal Ballet.
Si è formato alla Royal Ballet Upper School ed è entrato a far parte della Compagnia del Balletto Nazionale Inglese come Principal nel marzo 2014. Nato a Chelyabinsk, i riconoscimenti di Muntagirov includono l’eccezionale performance maschile (classica, 2011) e miglior ballerino del 2015 ai ‘Critics Circle National Dance Awards’ e il Benois de la danse del 2013. Tra le tante compagnia con cui collabora ricordiamo Mariinsky e American Ballet Theater, al National Ballet of Japan, Bavarian State Ballet, Mikhailovsky e Cape Town City Ballet.

Marlen Fuerte – Solista dell’Opera di Nizza e del Víctor Ullate Ballet, artista ospite danzatrice di Shanghai, primo solista del balletto nazionale di Cuba, la Fuerte è stata invitata a esibirsi come artista principale in teatri e festival di tutto il mondo: Open Dance Festival di San Pietroburgo, Russia, Hamilton Ballet, The USAIBC Galas, Shanghai International Ballet and Choreography Competition, tra i tanti.

Sara Fernández López – Nata ad Almería, Sara Fernández López si è laureata presso il Real Conservatorio Profesional de Danza di Madrid nel 2006. Nel 2006 ha lavorato con l’Europa Danse. In questi anni ha ballato ruoli principali e lavorato con coreografi come Mats Ek, William Forsythe, Ohad Naharin, Alexander Ekman, Marcos Morau, prendendo parte a rassegne internazionali come artista ospite. Nel settembre 2018, è stata promossa ballerina solista da José Carlos Martínez. Attualmente è ballerina solista presso la Compañia Nacional de Danza sotto la direzione di Joaquín de Luz.

Erez Ilan – Nel 2004 Ilan è entrato a far parte della Thelma-Yellin High School of Arts vicino a Tel Aviv, in Israele. Nel 2008 ha vinto il Primo Premio al Concorso Mia Arbatova di Tel Aviv. Nel settembre dello stesso anno, è entrato nella Compañía Nacional de Danza 2, sotto la direzione artistica di Nacho Duato e Tony Fabre. Nel settembre 2011 è entrato a far parte della compagnia principale della Compañia Nacional de Danza sotto la direzione di Jose Carlos Martinez. Attualmente è ballerino solista presso la Compañia Nacional de Danza sotto la direzione di Joaquín de Luz.

Camilla Mazzi – Nata a Torino il 31 marzo 1998, Camilla Mazzi si è laureata presso la Accademia statale di coreografia di Mosca. Nel luglio 2017 è entrata a far parte del Mariinsky Ballet, dove balla nel corpo e come solista. Attualmente è in tour con il Mariinsky Ballet in Italia, Stati Uniti, Svizzera, Corea, Spagna.

Ramanbek Beishenaliev – Nato nella Repubblica del Kirghizistan nella città di Biškek il 18 maggio 1994, Beishenaliev si è diplomato all’Accademia di balletto russo di Vaganova nel 2014. È in tour con il Mariinsky Ballet negli Stati Uniti, in Italia, Corea, Germania, Cina, Giappone, Svizzera e Slovenia.

Mattia Semperboni – Semperboni ha conseguito il diploma in danza classica accademica e moderno-contemporanea presso la Scuola di ballo del Teatro alla Scala  nel 2014 sotto la direzione di Frederic Olivieri. Quest’anno è stato nominato talento emergente premio Europa in Danza 2019. Sempre con il Corpo di ballo del Teatro alla Scala ha preso parte alle tournée di questi anni: Kazakistan, Cina, Giappone, Francia, Australia e Stati Uniti.

Salvatore Manzo – Studia danza classica e moderna con Rosa Varriale e Francesco Imperatore, proseguendo poi la sua formazione a Londra alla Royal Ballet School.
Vincitore di numerosi concorsi nazionali e internazionali, tra cui la “Settimana Internazionale della danza di Spoleto 2003” (premiato da Carla Fracci) e “2005”, Manzo inizia la sua carriera lavorativa nel 2007 con l’English National Ballet partecipando a una tournée nel Regno Unito. Dal 2008 viene chiamato al Massimo di Palermo, Arena di Verona, Teatro di San Carlo, Festival de Úbeda in Spagna, di Cali in Colombia, di Miami in Florida, fino al “24° Festival Internacional de Ballet de la Habana”, direzione generale di Alicia Alonso. Attualmente fa parte del corpo di ballo del Teatro di San Carlo.

Francesco Mura – Francesco Mura nasce a Pistoia, diplomato a l’École de Danse de l’Opéra de Paris, entra nel corpo di ballo dell’Opera di Parigi ricevendo il premio Jeune Espoir e il Premio Carpeaux. È chiamato a danzare in Italia, Francia, Danimarca, Nuova Caledonia, Brasile, Giappone, Spagna, Uzbekistan, ballando i grandi passi a due del repertorio classico.

Bianca Scudamore – Nata in Australia, a Brisbane, Scudamore entra a far parte dell’École de Danse de l’Opéra National de Paris nel 2015. Due anni dopo le viene chiesto di far parte del corpo di ballo dell’Opéra national de Paris. Nel 2018 vince il secondo posto alla competizione internazionale di balletto di Varna e Sujet.

Luna Cenere – Luna Cenere è una danzatrice e coreografa napoletana. Dopo i suoi Salzburg Experimental Academy of Dance (Austria) partecipa a festival internazionali come Impulstanz e Biennale di Venezia. Nel 2016 diventa membro della Compagnia Virgilio Sieni (Italia) in progetti come “La Mer” e “Il Cantico dei Cantici”. Autrice di “Kokoro”, vincitore del Premio per la Migliore Coreografia del ‘Solocoreografico 2017’;
“Twin”, presentato in anteprima al Festival FOG/Triennale di Milano. Luna è Artista Associata del Festival Oriente Occidente per il biennio 2019/2020.

LA GIURIA
Per il quarto anno è coordinatore della giuria (e consulente artistico) il direttore della rivista BALLET2000 Alfio Agostini. La giuria: Valeria Crippa (Corriere della Sera), Leonetta Bentivoglio (La Repubblica), Gerald Dowler (The Financial Times/Dancing Times), Jean Pierre Pastori (La Tribune/Fondazione Béjart), Roger Salas (El País), oltre al direttore artistico Laura Valente. Con Nina Loory, direttore artistico del Prix Benois di Mosca, Valente ogni anno assegna il premio Massine/Benois Mosca/Positano.

IL PROGRAMMA
Positano torna “città della danza” con il tradizionale Gala degli Artisti Premiati sulla Spiaggia Grande, ma anche con incontri e installazioni che attraggono, come ogni anno, visitatori e appassionati da ogni parte del mondo.

Venerdì 6 settembre 

18.00
Cripta Villa Romana Conferenza stampa e incontro pubblico con i premiati della 47esima edizione del Premio Positano Léonide Massine.

19.00
Pinacoteca Comunale – Spiaggia Grande
Inaugurazione Mostra La Villa Romana di Positano
“Storia di una scoperta archeologica e del suo Museo”. Le tappe più significative della storia della Villa Romana sono illustrate in pannelli suddivisi in ‘ieri, oggi e domani’ per scoprire come i romani sapevano esaltare le peculiarità paesaggistiche, le stesse che oggi fanno da scenografia a spettacoli coreutici di altissimo livello.

Sabato 7 settembre

18.00
Villa Romana

Presentazione VIDEO RITRATTO: “Caffè con Pina”, a cura di Leonetta Bentivoglio.
Alla proiezione di “Coffee with Pina” della regista e artista israeliana Lee Yanoor, la giornalista di Repubblica, amica personale e biografa di Pina
Bausch, ricorda la grande coreografa tedesca a dieci anni dalla scomparsa.
La visita all’installazione sarà inclusa nel percorso del MAR (fino alle 21.00).

21.00
Spiaggia Grande – Gala Premio POSITANO 2019

Premio alla Carriera
Nacho Duato
Danzano in suo onore:
Sara López Fernández (Compañía Nacional de Danza, Madrid)
Erez Ilan (Compañía Nacional de Danza, Madrid)

PremioBenois/MassineMosca/Positano
Vadim Muntagirov (Royal Ballet, Londra)

Premio Positano ai danzatori dell’anno sulla scena nazionale e internazionale:
Jacopo Tissi (Teatro Bol’šoj, Mosca)
Mattia Semperboni (Teatro alla Scala, Milano)
Marlen Fuerte (Ballet dell’Opéra de Nice – Ballet Víctor Ullate, Madrid)
Salvatore Manzo (Teatro San Carlo di Napoli)
Luna Cenere (performer- Festival Oriente Occidente)

Premio “per l’insegnamento” Gilbert Mayer
Danzano in suo onore:
Bianca Scudamore (Opéra de Paris)
Francesco Mura (Opéra de Paris)

Premio Giovane Speranza italiana sulla scena internazionale:
Camilla Mazzi (Balletto Mariinsky di San Pietroburgo)
Danza con
Ramanbek Beishenaliev (Balletto Mariinsky di San Pietroburgo)
Chiude la serata

Premio speciale “Ballerina dell’Anno”
Svetlana Zakharova (Teatro Bol’šoj, Mosca/ Teatro alla Scala,Milano)
che danza con Jacopo Tissi.

Premio speciale “Luca Vespoli” 2019 del Comune di Positano a Paolo
Giulierini “per la gestione ‘performativa’ del Museo Archeologico Nazionale di Napoli divenuto con la sua direzione un autentico hub culturale”. Tra i simboli della nuova sezione Magna Grecia, riaperta dopo 20 anni, le lastre delle Danzatrici di Ruvo. A dicembre la grande mostra Thalassa sull’archeologia marina nel Mediterraneo racconterà anche le meraviglie delle ville costiere. La valorizzazione della Villa Romana di Positano vede nel MANN un formidabile partner.

BREVE STORIA DEL PREMIO
Positano richiama i più grandi artisti della danza sin dagli anni ’20 del secolo scorso quando vi si stabilì un collaboratore di Diaghilev, seguito da Lifar, Bakst, Nijinsky, Stravinsky (oltre a personaggi del mondo artistico come Picasso e Cocteau). Léonide Massine, il ballerino/coreografo dei Ballets Russes, s’innamorò del luogo e Diaghilev gli donò le antistanti isole dette Li Galli. Per le sue strade hanno passeggiato personaggi come Serghei Diaghilev, Vaslav Nižinskij e Rudolf Nureyev che fece di Li Galli un’amata residenza. Il 2 agosto 1969 nasce il Premio Positano. Dieci anni dopo la prima edizione, alla morte di Léonide Massine, il premio venne intitolato alla sua memoria. La manifestazione ha premiato negli anni (impossibile citarli tutti) celebri artisti, da Margot Fonteyn a Nureyev, da Maurice Béjart a Ekaterina Maximova, Carla Fracci, Luciana Savignano, Elisabetta Terabust, Alessandra Ferri, Roberto Bolle, Mikhail Baryshnikov, Alicia Alonso, Lutz Förster, Vladimir Vassiliev.

POSITANO WINTER&YOUNG
Il cuore del progetto di questi ultimi anni – nel solco tracciato dal 2015 dalla direzione generale e artistica di Laura Valente- sono state le sezioni Positano Winter&Young.
L’attenzione ai giovani di ‘Positano Premia la danza’ è testimoniata dal prezioso docufilm su Nureyev realizzato da videomaker campani emergenti. Nato da un’opera di ricerca nei preziosi archivi delle teche RAI, il lavoro ha permesso a cultori e turisti di poter meglio conoscere la grande storia di un luogo unico al mondo. Il corto è stato al centro di un percorso collaterale sulle performing arts in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Napoli e l’Università Suor Orsola Benincasa.
Il corto rappresenta, insieme allo speciale che SKY ARTE ha dedicato a “Positano, città della danza”, il riconoscimento del coinvolgimento e formazione di under 35 provenienti da Istituti d’arte e Università della Campania, giovani che hanno seguito il festival in tutte le fasi, svolgendo ricerche d’archivio, partecipando alle riprese, alla post-produzione e al montaggio dei due documentari.

POSITANO DANZA IN “RETE “CON IL MONDO:
POSITANO/MOSCA/CANNES/ROMA
Positano Premia la Danza si riconferma protagonista assoluto nel palmarès dei premi di danza più prestigiosi del mondo, dal 2016 per la prima volta riuniti in un unico “cartello”. Ecco i protagonisti di una rete con Positano al centro di un “sistema” che non ha eguali:
Premio Massine Positano / Regione Campania /Italia, direttore artistico Laura Valente;
Premio Benois / Teatro Bol’šoj/Mosca/Russia, direttore Nina Kudriavtseva-Loory;
Premio BALLET2000 / Cannes /Francia, direttore Alfio Agostini;
Premio Equilibrio/Parco della Musica/Roma/Italia, direttore Roger Salas Pascual.
“Salutiamo una edizione straordinaria del Premio Massine che accoglie e rende omaggio a due divi della danza mondiale come Nacho Duato e Svetlana Zakharova, e non solo, presentando un programma di altissimo livello qualitativo. Ancora una volta, nella splendida estate 2019, Positano si è confermata tra le mete più prestigiose del turismo internazionale. Già dallo scorso anno la nostra offerta si è arricchita con l’apertura al pubblico di un sito archeologico che il mondo ci invidia: la splendida Villa Romana, che insieme alla Spiaggia Grande è divenuta una delle sedi del Premio in un
dialogo costante tra danza e archeologia, due elementi che raccontano la nostra storia e la nostra identità. Da Léonide Massine, ispiratore del premio, a Rudolf Nureyev, i cui luoghi dell’anima furono l’Isola dei Galli e Positano, una storia millenaria racconta a fascinazione di un territorio che ha ispirato geni immortali dell’arte coreutica e non solo. Il 7 settembre la Spiaggia Grande sarà ancora una volta palcoscenico naturale di artisti provenienti da tutto il mondo. Sono particolarmente orgoglioso della rete di sistema creata negli ultimi anni, che ha messo in relazione i premi di danza internazionali più prestigiosi, che ha dato ai giovani delle opportunità con il progetto Winter&Young e che ha finalmente proiettato Positano in un futuro di bellezza non solo paesaggistica ma anche culturale nel senso più ampio del termine”.

Michele De Lucia, Sindaco di Positano

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